Onoranze Funebri

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Informazione sul Rito Funebre

Il rito funebre o funerale è un rituale civile o religioso che si celebra in seguito alla morte di una persona.
Gli usi e le tradizioni relative a tale evento variano secondo il luogo, la fede religiosa od il desiderio del defunto e dei suoi congiunti. 
Il termine deriva dal latino funus, che ha molti significati e probabilmente associa il rito all’azione del calare il corpo nella sepoltura con delle funi. 
È celebrato in genere al cospetto della salma con la partecipazione di alcuni individui appartenenti al gruppo sociale di riferimento (famiglia, cerchia delle amicizie del defunto, conoscenti, colleghi, etc.).

Significato del Rito Funebre

Il rito funebre, presso la maggior parte delle culture, si svolge tipicamente alla presenza di una pluralità di persone e spesso è presieduto da un’autorità di riferimento sociale (in questa includendosi ovviamente i ministri del culto), politico o morale.
Il rito assolve spesso ad alcune funzioni sociali, che non sono tuttavia riscontrabili sempre ed in egual misura nei vari gruppi etnici e sociali:
  • l’ufficializzazione alla comunità della dipartita,
  • il richiamo a specifiche concettualità etiche o religiose della comunità di appartenenza,
  • il giudizio sul defunto,
  • l’espressione di solidarietà alla famiglia.

In Italia

  • In Italia lo svolgimento dei funerali è normato dal DPR 285/90 (che è stato oggetto, in seguito, di alcune circolari interpretative, ed è stato in alcune parti superato da successivi provvedimenti di legge come ad esempio per quanto riguarda la cremazione).
Il DPR 15/97 regolamenta i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private, sul Servizio Mortuario. La prescrizione ai Comuni di “istituire una sala per onoranze funebri al feretro” è rimasta generalmente lettera morta, salvo per quei cimiteri dove sia possibile effettuare anche la cremazione: in questo caso la cosiddetta “Sala della memoria” può essere utilizzata pure per questo scopo.
 
Anche in paesi di copiosa produzione normativa come l’Italia, curiosamente, le materie funebri sono coperte da esigua regolamentazione, nella quale è del tutto prevalente l’aspetto sanitario (norme di sicurezza epidemiologica). L’inespresso e non codificato diritto funebre (diritto ad una rispettosa sepoltura), non è sempre stato rispettato con universalità e uguaglianza: sino a pochi secoli fa, ad alcune categorie di defunti (fra i quali i suicidi e gli attori) era vietato dedicare onoranze funebri e addirittura veniva negata loro l’ordinaria sepoltura (si inumavano in terra sconsacrata, che sovente voleva dire che se ne sarebbero disperse le salme). Inoltre spesso non esistono strutture adeguate alla celebrazione di cerimonie laiche.
 
In Italia generalmente le volontà del defunto in merito alla modalità di esecuzione del funerale, se espresse, vengono rispettate, ma chi teme che il suo erede (o chi altro dovrà seppellirlo) possa non rispettare la sua volontà riguardo alle esequie può fare un testamento olografo (scritto cioè tutto di suo pugno, a mano, datato e firmato), chiuderlo in una busta e consegnarlo a un notaio (a meno che non preferisca farlo scrivere direttamente dal notaio, e allora sarebbe un testamento pubblico) dove scrive, fra l’altro, che se l’erede non rispetterà la sua volontà riguardo alle esequie le disposizioni testamentarie a suo favore s’intenderanno revocate, salvo solo quanto ha diritto di ricevere per legge. Per garantire questa disposizione potrà nominare un esecutore testamentario, scrivendo una lettera all’erede ribadendo la sua volontà riguardo alle esequie, avvertendolo di quanto ha disposto nel testamento a questo riguardo e informandolo del notaio e dell’esecutore testamentario.

La scelta del Rito Funebre

Alcune persone non apprezzano la confusione e l’ostentazione che in alcuni casi avviene durante i funerali, preferendo un rito privato o chiedendo espressamente che non vengano portati fiori. In tali casi è pratica piuttosto comune fare una donazione ad un’associazione in beneficenza in memoria del defunto. Nel periodo intercorrente fra il decesso ed il funerale la salma viene esposta all’omaggio di amici e parenti in un locale (una stanza dell’appartamento, se il decesso è avvenuto in casa) illuminata da candele che rimangono accese giorno e notte e che, per questo, viene chiamata popolarmente Camera ardente (anche se oggi le candele sono quasi sempre sostituite da lampade elettriche idonee).

Rito Civile

Anche il funerale civile richiama la collettività al rispetto per la morte, solitamente al fine di corroborare le basali istanze di rispetto per la vita, e ne svolge i prescritti simbolismi.
 
In queste cerimonie il rito è anche l’espressione di osservanza ufficiale di una sorta di “diritto alle onoranze” già spettante ai vivi per quando decederanno, salvaguardando ad esempio il diffuso istintivo timore per il rispetto delle proprie future spoglie. Ciò non risponde in genere a canoni codificati, ma più spesso ad un comune buon senso applicato d’iniziativa.

Rito Cattolico o Religioso

Nella tradizione cattolica, il funerale si divide generalmente in tre parti principali:
 
La “contemplazione” o “veglia” durante la quale il corpo del defunto è esposto nella cassa da morto o bara. Partecipano alla veglia funebre gli amici e i parenti, e normalmente si tratta di una partecipazione non rigidamente codificata. In alcuni casi, c’è un libro delle condoglianze sul quale i partecipanti appongono la propria firma. Gli amici e i parenti che non possono partecipare di solito inviano dei fiori o telegrammi ai familiari. La veglia termina con una preghiera comune, di norma il rosario, recitato anche da un sacerdote in chiesa o nell’abitazione del defunto.
 
La cerimonia funebre. Il sacerdote officia la messa esequiale in chiesa durante la quale la bara viene aspersa con l’acqua benedetta e incensata. Al termine di questa, in alcune particolari occasioni un amico o un parente della persona scomparsa, può leggere un elogio funebre riguardo alla vita e alle attività del defunto (alcune confessioni religiose tendono a scoraggiare l’uso degli elogi funebri durante il funerale vero e proprio).
La cerimonia comprende di solito anche il pio officio della sepoltura, che segue il funerale e si tiene di solito a fianco alla tomba o cappella o nelle vicinanze dei fornetti dei moderni cimiteri metropolitani o in un locale attiguo al crematorium, dove il corpo della persona deceduta viene infine sepolto o cremato. Spesso il percorso dalla chiesa al cimitero è seguito, maggiormente a piedi, dai partecipanti al funerale o da una selezione di questi. Al rito può seguire la presentazione delle “condoglianze” agli intimi del defunto (in genere i familiari e gli amici più stretti)
In alcuni Paesi, a volte una leggera cena segue il servizio funebre. Nella tradizione irlandese, ciò ad esempio è particolarmente sentito.
 
In linea generale, il numero di persone che possono considerarsi tenute per dovere sociale a presenziare alle varie parti del rito funebre è variabile, ma in linea di massima, raggiunge un buon numero solo nelle prime due.
 
La Chiesa Cattolica, ai sensi del canone 1184 del Codice di diritto canonico, si riserva il diritto di negare il rito delle esequie:
 
qualora il defunto sia notoriamente apostata, eretico, scismatico o abbia provveduto a cancellare gli effetti civili del battesimo;
qualora si tratti di peccatori manifesti, le cui esequie darebbero pubblico scandalo dei fedeli.
La negazione delle esequie è applicabile se prima della morte i defunti non danno alcun segno di pentimento

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Chiama i numeri : 3663572172 / 3336746653

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